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martedì 23 maggio 2006

Capezzone e il mantra della crescita

"Crescita crescita crescita": dice Capezzone che dev'essere questo il "mantra" del nuovo governo, e che a questo sarà votata l'azione e il pungolo della RNP nei suoi confronti.

E crescita crescita crescita è in effetti il mantra di tutti: chi vi si opporrebbe? Giusto i verdi, che per dovere (e senza ben sapere di cosa parlano) di tanto in tanto lasciano che dal loro sen sfugga una voce che sospira "sviluppo sostenibile", tanto per dire "ci siamo anche noi". Per il resto, la crescita è l'imperativo di Prodi. E di Rutelli. E di Fassino. E pure di Capezzone. Eccetera.

Ma è pure, lo è stato per i suoi cinque anni di governo, il mantra di Berlusconi, perché dimenticarlo? Non è stata proprio la fissazione sulla crescita che ci ha condotti ad aggravare la già disastrosa situazione dei conti pubblici? E oggi il centrosinistra, con la RNP concorde e solidale, cosa ci dice? Qual è la ricetta per "risanare" i conti? Facile: crescere. Crescere cosa? Tutto, ovviamente. Vogliamo dire che questo è quanto di più folle si possa oggi suggerire per un'economia come quella italiana?

Sia chiaro: a scrivere qui queste cose non è un ambientalista, e non è un no global. E' piuttosto un liberista (si puo' dire ancora? O il veto che Turci sta ponendo sul termine si estende automaticamente anche a chi - pur radicale-e-quindi-liberale-liberista-libertario - non ha votato per la RNP?). Un liberista-riformatore-blairiano e antithatcheriano, toh, per dare un'idea.

Nella situazione in cui siamo, per risanare i conti, l'unica via, quella che nessuno dice e che nessuno vorrà intraprendere, e per questo quella che richiederebbe l'impegno di una forza radicale, è quella del *di meno*, e non del *di più*. La via maestra è quella delle riduzioni, altro che "crescita". Riduzione delle spese, subito. Ovvero riduzione degli sprechi, subito (e qui sta l'antithatcherismo: nel selezionare *cosa* va tagliato, invece di intervenire con la scure in maniera indifferenziata). Ovvero riduzione dei privilegi, subito.
Dimenticare la performance del PIL come variabile critica di riferimento. Adottare il tasso di popolazione attiva (nel senso di *produttiva*, e non di "occupata") come criterio di riferimento.

Questo governo naturalmente fara' tutt'altro. Il disegno e' chiarissimo. Il lodatissimo (anche da Capezzone) Padoa Schioppa è stato posto a presiedere il ministero delle Entrate: a lui (che non ha da badare alla costruzione e mantenimento del consenso) verrà demandato il ruolo di chi impone provvedimenti "dolorosi ma necessari", ovvero nuove tasse e nuove balzelli in nome dell'emergenza.
Sull'altro fronte, quello dei ministeri delle spese, tutto è appaltato a fidatissimi parastatali di provenienza anti-produttiva (cgil, rifondazione, pdci, sinistra dc), che ovviamente mai parleranno di riduzione di spese, al contrario: baderanno a coltivare il proprio orticello di consensi con politichedemagogiche che continueranno a scavare il baratro.

A tutto questo cosa risponde Capezzone a nome della RNP nel suo intervento alla Camera? "Crescita crescita crescita". Tecnicamente demenziale.

Lo fa in qualche modo "integrando" la cosa con un cenno alla necessaria riduzione delle spese, eliminazione di sprechi e privilegi? Macché. Dopo anni passati a elogiare (fin troppo meccanicamente e acriticamente) le politiche thatcheriane, con un balzo passa oltre, per sposare l'ideologia peronista della crescita infinita come rimedio di ogni male.

Tutto molto pericoloso.

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Di seguito i weblog con link a Capezzone e il mantra della crescita:

Commenti

Crescita, crescita, crescita.
Ognuno ha i suoi Mantra e le sue Giaculatorie.
Il fattore crescita del PIL non può intendersi, questo detto da un povero ignorante, antitetico al fattore riduzione e ottimizzazione della spesa pubblica.
Certo se si spinge sul primo e non sul secondo, gli effetti benefici si annullano, facendo viceversa si corre il rischio di frenare l’economia. E’ il combinato disposto che moltiplica i suoi effetti benefici.
Ora affermare che il ‘crescita, crescita, crescita’ di Daniele abbia gli stessi modi di raggiungerla di ‘cgil, rifondazione, pdci, sinistra dc’ è decisamente una forzatura.
In merito alla riforma della spesa pubblica, ed in particolare ad uno dei capitoli di maggior peso in quanto a spesa il Welfare, ti prego di rileggere i 31 punti di Fiuggi, miei mantra, abbondantemente, per il singolo punto cui faccio riferimento, sviluppati dal sito http://www.welfaretowork.biz credo chiaramente riportabile all’area RNP.
Credo che la crescita da sempre ribadita da RI e adesso dalla RNP si basi sulla qualità e non, o almeno non solo, sulla quantità della produttività. La riconversione dell’economia italiana deve, ovviamente, prendere la direttrice della produzione di ‘eccellenza’ e mano mano abbandonare il manifatturiero se non quello con alti contenuti di qualità, fantasia, tecnologia.
Cercare di ridurre, gli obiettivi in tal senso portati avanti dalla RNP, a semplice produttivismo come viene viene, la ritengo una operazione ingenerosa, se non addirittura volutamente mistificante, cioè in perfetta linea con il vecchio modo di fare politica.

Mantra 1 - "Crescita crescita crescita": dice Capezzone. [...] E crescita crescita crescita è in effetti il mantra di tutti: chi vi si opporrebbe?

Mantra 2 - "Crescita crescita crescita". Tecnicamente demenziale.

PRE Mantra - Dobbiamo aiutarlo (il ministro Padoa Schioppa, ndr) non solo nella difficile cura dei conti pubblici (con le brutte scoperte che si preparano sul rapporto deficit/pil), ma nella sfida della crescita. [...] E per questo occorre una terapia d'urto, una scossa positiva [..] parole e fatti chiari sulle liberalizzazioni (contro ogni oligopolio), e azioni concrete anche in termini di "riforme senza spesa" (come suggerisce da tempo, ad esempio, Francesco Giavazzi).


* io qualche cenno - magari insufficiente, ma il tempo è quello che era - l'ho trovato. Che sia difficile, molto difficile, coi compari di strada che sono al governo. Ma non tentarci neanche non serve a granché. *

Se odiare fosse come farsi amare, caro Antonio, e amare come farsi odiare, caro Antonio, tu eccelleresti nell'essere amato.

La mia cara nonnina aveva i pattini, quando li indossava la scambiavo per un tram.
Scherzi di gioventù.

Devo confessare che ieri mentre leggevo l'allocuzione di Capezzone sono rimasto colpito da quel "Crescita" ripetuto 3 volte. Se non altro per mancanza di fantasia.

Avrebbe dovuto chiedersi e chiedere al governo di fare attenzione e di porsi delle domande fondamentali:

Che cos'é la crescita? O meglio: Che cos'é una vera crescità? Ed un vero sviluppo?

Come dice Antonio, ponersi il problema , non significa essere no global od ambiantalisti. Il problema della crescita "a tutti i costi" non é una problema di destra o di sinistra, é un problema e basta. Un problema che non si puo' negare od eludere. Ed a Torre Argentina lo sanno. Forse Daniele, che ha la mia età, ieri puntava ad essere efficace e non ha voluto perdersi in altri discorsi.

Pensare che chi solleva tale argomento e chi si sforza a trovare un alternativa sia "un gauchista", un "no global" od "ambientalista" é un errore: un errore pazzesco. Per avere piu' informazioni sull'argomento invito a visitare queste pagine:

http://fr.wikipedia.org/wiki/Serge_Latouche
http://it.wikipedia.org/wiki/Decrescita
http://fr.wikipedia.org/wiki/D%C3%A9croissance_durable

Ed a leggere il libro di Serge Latouche, Come sopravvivere allo sviluppo : dalla decolonizzazione dell'immaginario economico alla costruzione di una società alternativa , Bollati Boringhieri, Torino, 2005.

Al di là del fatto della sensibilità di certi ambienti della sinistra agli scritti di Latouche, non dobbiamo sbagliarci, questa non é una questione di partito o di ideologia: é un problema che riguarda tutti.

Dell'urgenza del problema e del fatto che non si tratti di una questione "di sinistra" o "no global-ambientalista" basta vedere che anche gli amerikani se ne preoccupano e pure gli stessi Cinesi, vittime del loro fenomenale sviluppo e della loro incredibile crescita sanno che non possono continuare a questo ritmo, che devono trovare qualco'altro senno', come mi ha disse un direttore del Programma delle Nazione Unite per l'Ambiente: "on est foutus" (siamo fregati).

Anche l'americano Lester Brown ha avuto modo di insistere molto sull'argomento (a prova che l'ideologia non c'entra niente):

http://en.wikipedia.org/wiki/Lester_Brown
http://www.earth-policy.org/index.htm

PS.: Rischio di esere pedante o di perdermi in inutili minuetti, non me ne vogliate, sta di fatto che la definiziona italiana "no-global" non mi piace proprio per nulla; chissà perché poi?

Sarà quel "no" o sarà forse quel "global".

Preferisco la definiziaone creata dei francesi: "alter-mondialista".

(NdR.: I francesi parlano di "Mondialisation" piuttosto che di "Globalisation")

Quella di Filippo è ben altra critica.
E' tesi contro tesi.
tesi dello sviluppo continuo contrapposto alla tesi dello 'sviluppo compatibile' o, meglio ancora, 'eco-compatibile'.
Questo richiede un capovolgimento totale di mentalità, prima di tutto di moltissime teste d'uovo e il sostegno dell'opinione pubblica. Difficile attendersi il sostegno dei poteri consolidati e dei politici fondamentalmente conservatori.
Basta pensare che per il solo fatto del divieto 'religioso' di parlare del preservativo, si stanno condannando grandi masse africane alla morte.
Probabilmente sollo sull'orlo del baratro si sentirà parlare della necessità di rendere eco-compatibile lo sviluppo.

Non so se qualcuno via ha bandito da qualche parte (tu o voi boh) certo è che già una volta ricordo che Antonio vi ha cassati non per discriminazione ma semplicemente per Vostri eccessi, sopravaricazioni ed evidenti e forti sbavature della Netiquette.
I pochi commenti che ho letto mi sembrano più che comprensibili, dove si rilevava il sollievo della vostra decisione di andarvene e non una qualsiasi epurazione.
Dispiace sempre un abbandono, dispiace ancor di più, se quanto affermi è vero, un bando.
La mia solidarietà nel secondo caso.
Un saluto nel primo.
Sergio

Bene, ora che Sergio ha espresso la sua solidarieta' a non si sa chi e a non si sa che ;-) godetevi ancora per qualche minuto i deliranti commenti del Duo-Porro, perché tra un po' procederò anch'io a bannarli definitivamente da codesto fin troppo tollerante sito. Trattasi infatti, com'è evidente, di Troll:
http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_%28Internet%29

I miei complimenti Antonio il tuo livello mistificativo si eleva sempre più.
Io ho portato una solidarietà a qualcuno che affermava di essere stato bandito, quando nel contempo davo ragione a te per averli cassati.
Ma ovviamente non c'è miglior sordo o miglior cieco di chi non vuole sentire o vedere.
Sergio

Sergio, mi sa che sei sotto stress da campagna elettorale, e per questo ti perdono :-)

Come puoi vedere anche dal nuovo intervento del Duo-Porro qui sotto, trattasi di Troll (ho pure messo il link a wikipedia per chi volesse capire meglio cosa vuol dire). A te mi sono rivolto per fare una battuta (vedi smiley, o faccina, che dir si voglia) riferendomi al fatto che una volta cancellati i commenti del duo la tua solidarieta' sarebbe stata espressa a "non si sa che e non si sa chi", proprio perche' i commenti non ci sarebbero più stati. Evidentemente la battuta non mi e' riuscita un granche', a leggere la tua reazione: mi dispiace, cerchero' di fare meglio la prossima volta.

Adesso vado a ri-bannare il troll per arricchire la scorta di quelli che ho killato nel corso della mia lunga carriera in rete :-)

Ma il troll sa di essere tale? A volte mi verrebbe da dire di no. Perché qui c'è sicuramente qualche troll inconsapevole. No?

Caro Antonio,
ti giuro non sono il terzo gemello
eppure mi sono trovato 'bannato' in un mio più che cordiale intervento.
Anzi vittima di un filtro anti spam.
Domanda, sono entrato nella lista degli spammatori, oppure è un refuso??
Sergio

Sergio, dov'è che sei stato fermato da un filtro antispam? Qui su Lievito Riformatore? Questo potrebbe anche essere, e probabilmente accade se il messagio contiene parolacce in inglese (lo escluderei, no? ;-) oppure *molti link*. I molti link vengono assunti come tentativo di spam per condurre ad altri siti. Quindi ti direi: riprova, senza mettere troppi link nel commento, e poi fammi sapere.

Verissimo Salvio.....
>
> Ci stavo pensando quando ho letto la definizione di troll e ho pensato anche
> a me sul filo del rasoio.
>
> Bah!!!
>
> In ogni caso mi dispiace di non aver compreso la battuta.....
>
> ma era veramente confondibile.....
>
> inframmezzata a non battute che ci scambiamo può capitare.
>
> Non ho stress da campagna visto che non l'ho seguita molta quella
> amministrativa, sarà altro tipo di stress....
>
> Sono perfettamente d'accordo con la cancellazione di alcuni (molti)
> interventi dei gemelli Onions, quasi mai con le epurazioni
>
> Salvio, a propostio, non sai niente del tuo risultato? sei soddisfatto?,
> come è andata la Rosa a Milano?
>
> Bilbo Baggins

Tombolini, Tombolini...E così hai deciso di mollare...Te lo dissi qualche mese fa...Sono opportunisti mangiamerda....E' roba nel pugno...Ma tu ti arrabbiasti con me...

Se solo sapessi chi sei, magari potrei rendertene merito, ma così come faccio :-)

Ma il mantra di Capezzone - ora aprirò la voce su wikipedia ;) - ha fatto proseliti o sbaglio?

c'è veramente da essere felici del "proselitismo" (?, magari a posizioni invertite) di Draghi, che come è noto rappresenta il potere che più di ogni altro, con la connivenza mafiosa del potere politico italiano, ha determinato lo status quo dell'economia italiana.

A parte il fatto di essere stato bannato per la seconda volta, atto che, a questo punto, non commento, dato che commenta in modo autonomo lo sviluppo della qualità democratica della gestione di questo blog.
Pregherei il padrone ddella ferriera di dichiarare di fatto le regole ed i paletti, in quanto, credo stiano esulando dalla normale netiquette.
Credo che, per una persona che parla spesso di limpidezza e trasparenza, sia doveroso spiegare quali sono le regole che, secondo il suo insindacabile giudizio, fanno scattare l'esclusione.
Grazie.
Sergio

Sergio scrive:
> A parte il fatto di essere stato bannato per la seconda volta, atto che, a questo punto, non commento, dato che commenta in modo autonomo lo sviluppo della qualità democratica della gestione di questo blog.
Pregherei il padrone ddella ferriera di dichiarare di fatto le regole ed i paletti, in quanto, credo stiano esulando dalla normale netiquette.

E altre amenità.

Non lo scrivo tanto per Sergio, che ringrazio per gli epiteti, ma per tutti gli altri:
- il signor Sergio non è mai stato bannato. A essere automaticamente bannati, al momento, sono soltanto i post che contengono la parola relativa al cognome dei due noti gemelli troll (non la scrivo se no viene bannato anche questo mio commento) per i noti motivi, cosa peraltro già spiegata via email al suddetto signor Sergio;
- il signor Sergio, come si puo' vedere qui sopra, puo' scrivere quello che vuole, così come il signor Claudio Ve., figuriamoci
- il signor Sergio si dimostra inoltre un vero cretino, oppure persona di scarsa memoria. Vorrei infatti ricordargli che lui non solo puo' mettere "commenti" a post altrui (come tutti quelli che arrivano qui). Ma in quanto socio dispone anche di password (alla pari di me e di tutti gli altri soci) attraverso la quale inserire anche suoi autonomi interventi e post. Se non ne fa uso, non so che farci. Se non ne fa uso perché ha dimenticato la password non ha che da chiedere.

E' chiaro che dopo questo commento il signor Sergio (e i suoi degni compari, come costui che scrivendo i commenti qui sopra si qualifa da se') potrà dire tutto quello che vuole, ovvero tutto e il contrario di tutto, ma nessuno si aspetti che io gli risponda ulteriormente.

Madonnasanta, pensavo di essere uno degli internauti più scassacazzo della Rete, ma c'è chi mi batte. Devo proprio fare un corso di aggiornamento in tema di coglionaggine.

Caro signore di nome Antonio,
nel mio secondo intervento non vi era alcun accenno ai signori innominabili.....
Eppure........

Caro Antonio, più vai avanti e più, come dice Pazzaglia, il livello è basso.

I miei attacchi sono stati sempre rispettosi anche se pungenti, sarcastici o ironici.
Tu, permettimi, sei decisamente scaduto...

E credimi non sono in lacrime per la tua preannunciata non risposta
Sergio

Non avrei voluto pronunciarmi. Ma non capisco questa veemenza nei confronti di Antonio. Mettendo in causa anche la sua storia personale. E che si fa cosi'?
Alla faccia delle buone maniere!

Non posso pronunciarmi sulla sotria dei post "banditi". Visto che non né so' nulla. Sta di fatto che in genere nei forum di discussione ci sono delle regole di "Netiquette".

Queste regole in genere sono piu' o meno le stesse. E fra di esse ce n'é una per cui non bisogna tirare in ballo la reputazione di una persona ed andare avanti a botta di insinuazioni personali. Cosa che invece qui é stata fatta.
E fossi io il webmaster avrei richiamato subito all'ordine il sottoscritto dandogli una sorta di cartellino giallo.

Ma non perché so' fascio. Anzi. Ora direte voi: se si é libertari bisogna levare le regole....Eh no! Quelle no! Quelle ci vogliono. Altro che libertario senno'.

Gli "Oliver Onions" erano onesti e gentili ma si ficcavano in delle discussioni e perturbavano il dibattito. Esempio: in questo post si parlava di Crescita e di Sviluppo. Fino a che i 2 simpatiti Troll hanno fatto irruzione, deviando il dibattito e parlando di cose che non c'entravano nulla.
Facendo svanire lo sforzo di dibattere di tante persone.

Carissimi Troll, io vi rispetto ma voi non potete intervenire fuori argomento perturbando la nostra discussione (altro divieto delle famose regole Netiquette: non intervenire fuori post).

Mettiamo che stiamo dibattendo in una classe, e tu entri ed inizi ad urlare cose che non c'entrano nulla con quanto dicevamo poco prima. Che devo pensare?

Che quelle cose le puoi dire ma al momento adatto e non interropendo una discussione.

Ma dire questo vor di' essere 'n ?

Ho scritto ad Antonio, è già devo rimangiarmi, ma solo per una volta quello che gli ho detto.
In ogni caso, scrivo semplicemente per chiarire che magari Claudio Ve può credere di essere d'accordo con me travisando o non comprendendo quanto ho esposto, di sicuro io non sono d'accordo con lui, caro il mio siur scigula (detto anche er cipolla).Punto.

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